Una provincia utile

Rilanciare il Piano Energetico Provinciale
Nell’ambito delle attività finalizzate al risparmio energetico e alla promozione delle fonti rinnovabili, il Piano Energetico già predisposto dall’Amministrazione di centro sinistra rappresenta un primo passo verso strategie più incisive per un futuro sviluppo sostenibile, per passare da una gestione centralizzata dell’energia a un sistema integrato di impianti locali a basso impatto ambientale. È nostro obiettivo seguire le indicazioni dell’attuale Piano Energetico Provinciale che deve assumere funzione strategica nel più ampio Piano Energetico Regionale, anche nell’ottica del rispetto degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto, utilizzando misure di intervento quali:
• realizzazione di impianti di produzione di energia a basso impatto ambientale
mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili;
• diagnosi energetiche degli edifici pubblici provinciali e comunali e successiva realizzazione
degli interventi proposti per la messa in efficienza e il risparmio; ricerca delle sinergie con i Comuni per le stesse diagnosi negli edifici privati;
• installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici di interesse provinciale;
• istituzione, sotto l’ufficio dell’Energy Manager, di una funzione fondamentale di
sostegno ai Comuni per l’accesso alle licenze e ai titoli autorizzativi per la realizzazione
degli impianti fotovoltaici;
• realizzazione di accordi bilaterali per l’efficienza energetica con i grandi consumatori
di energia e con tutti gli altri attori interessati;(…)

Trasformare i rifiuti in risorsa
Consideriamo prioritario muoverci nel solco tracciato dalla Giunta Gasbarra, arricchendolo di elementi innovativi complementari, a partire dalle migliori esperienze europee, basate sulla gerarchia delle “quattro erre”: riduzione, riuso, riciclaggio e recupero. La riduzione è il passo più importante nello stabilire una politica dei rifiuti, perché proprio da qui si determina la modalità di chiusura del ciclo.

In particolare, tra le azioni centrali individuiamo le seguenti.
Perseverare con la politica innovativa per il passaggio del sistema di Raccolta Differenziata
da stradale a quello “porta a porta”. Tale sistema infatti permette di raggiungere in
tempi relativamente brevi le percentuali di RD indicate dalla normativa e di introdurre la tariffa in luogo della tassa. (…)
Favorire contestualmente la realizzazione sul territorio di strutture logistiche di supporto
alla RD, quali gli ecocentri, a servizio di uno o più Comuni, secondo la densità abitativa e le
caratteristiche del territorio.
Promuovere la realizzazione di impianti di compostaggio della frazione organica dei rifiuti
solidi urbani (RSU). Tale frazione, che va trattata localmente, rappresenta in media il 30/40% del peso dei RSU. Contrariamente ai materiali quali carta, vetro, metalli, ecc. la capacità attuale degli impianti non consentirebbe l’assorbimento dei nuovi volumi derivanti dal passaggio al porta a porta. Vanno pertanto individuati impianti a servizio di bacini di almeno 100.000 abitanti di Comuni che abbiano efficacemente avviato il “porta a porta”.
Disegnare un nuovo piano provinciale dei rifiuti che incentivi la riduzione di materia e la
raccolta differenziata e che favorisca lo sviluppo di tutta l’economia del riuso e del riciclaggio, (…) Accordi con la Grande Distribuzione, con eventuali forme incentivanti, finalizzati all’aumento delle vendite di prodotti sfusi o alla spina e per anticipare il passaggio all’utilizzo di shopper biodegradabili, rispetto alla scadenza del 2010 prevista dalla normativa. Accordi con le Grandi Utenze (porti, aeroporti, centri commerciali, mense, ecc.)  finalizzati al miglioramento dei sistemi interni di RD e alla riduzione dell’utilizzo di imballaggi e al loro miglioramento qualitativo (riutilizzabili o facilmente riciclabili). Eventuali forme incentivanti. Individuazione di Distretti logistico ambientali, definiti come aree su cui insistono sistemi produttivi industriali, commerciali e agricoli, per i quali è possibile una pianificazione atta a ridurre le quantità di rifiuti prodotti attraverso politiche ecosostenibili, scambi di materiali, riciclaggio. Inoltre, sarà necessario intervenire nello specifico su alcuni contesti localizzati territorialmente e ad alta produttività di rifiuto (sagre, mercati ortofrutticoli, ecc.).
(…) favorire il ritorno di tutti gli imballaggi dai punti vendita ai centri di distribuzione utilizzando gli stessi vettori di consegna. Avvio di un processo partecipato da tutti i soggetti coinvolti per creare una rete provinciale per gli imprenditori dell’eccellenza ecologica ai quali può essere fornita la giusta visibilità con strumenti adeguati, ottenendo in cambio una considerevole riduzione dell’impatto ambientale connesso alle loro attività . (…)

Sostenere lo sviluppo locale
Intendiamo lavorare per mettere in rete i distretti e le aree di maggior sviluppo dell’industria, del commercio, dell’agricoltura e dell’artigianato. È necessario creare una rete delle aree produttive che possa dare una risposta alle potenzialità di sviluppo dei numerosi insediamenti presenti nel territorio. La Provincia potrà svolgere una importante funzione di coordinamento per i servizi, anche allo scopo di agevolare il collegamento tra le aziende, valorizzandone le potenzialità con adeguate politiche di marketing, oltre a favorire il dialogo e la collaborazione tra il mondo delle imprese e quello Universitario e dei Centri di Ricerca. Vogliamo sostenere le piccole e medie imprese in tutti i comparti di attività. Questo significa incentivare le vetrine della produzione artigianale provinciale nel territorio locale e nazionale. Significa rilanciare un accordo provinciale che regoli i patti territoriali, non per sottrarre alle comunità locali la possibilità di programmazione e intervento ma, al contrario, per progettare ancora meglio le linee dello sviluppo attraverso il confronto e la concertazione tra Provincia, enti locali, sistema produttivo e parti sociali. Ancora, pensiamo al ruolo centrale del commercio e all’idea di sostenere i “centri commerciali naturali” come strumento di sviluppo del settore e della crescita economica complessiva, ma anche come ulteriore chiave della più generale riqualificazione territoriale e delle piccole imprese, coniugando marketing urbano e imprenditoriale al fine di migliorare la qualità della vita nei centri storici e in tutti i quartieri delle città, mettendo le piccole aziende in condizione di competere su un mercato più selettivo. (…)
Infine, nelle zone di particolare “sensibilità sociale” come le periferie e i Comuni di prima fascia, è necessario attivare politiche e misure finalizzate al recupero di adolescenti a rischio di dispersione e alla riqualificazione professionale di adulti fuoriusciti dal mercato del lavoro.

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